Varese:Agenzia Formativa contro consiglieri regionali di maggioranza

Lo scontro politico dietro la crisi dell'Agenzia Formativa della provincia di Varese

Dichiarazione della dirigenza

"Abbiamo letto sulla Prealpina di venerdì 21 settembre dell'iniziativa dei Consiglieri Regionali Emanuele Monti  e Angelo Palumbo i quali, sostenendo che la Provincia di Varese sta privatizzando l'Agenzia Formativa della Provincia, hanno chiesto al Presidente della Commissione Regionale competente di sentire in audizione i rappresentanti sindacali dei lavoratori.

Accogliamo con favore questo loro interessamento, poiché le responsabilità sulla formazione professionale sono tutte della Regione. Nell’Ufficio di presidenza di tale commissione vi è il consigliere varesino Astuti, a cui abbiamo già chiesto di allargare l’audizione anche ai dirigenti provinciali, al CdA dell’Agenzia, e soprattutto alla struttura tecnica di Regione Lombardia.

L'occasione sarà certamente utile a rappresentare nuovamente a Regione Lombardia il disagio di tutte le aziende speciali delle Province lombarde, che hanno visto decurtare  le risorse messe a disposizione tramite il sistema delle doti, situazione che in ultima battuta crea disagio ai giovani lombardi.

Con rammarico abbiamo appreso però che, nel merito delle loro dichiarazioni, Monti e Palumbo non tengono nel dovuto conto le norme nazionali e regionali,  e tanto meno le politiche di Regione Lombardia,  quando parlano alla stampa del futuro di Agenzia Formativa, accusando in modo improprio la Provincia di Varese e aumentando così le comprensibili preoccupazioni e resistenze dei lavoratori che devono affrontare un cambiamento molto importante.

La Provincia di Varese infatti, con il trasferimento del personale ex regionale/ provinciale alla sua azienda speciale, l'Agenzia Formativa appunto, sta dando seguito a due norme, una, la finanziaria del 2008, e l'altra regionale, la LR 19 del 2007, cui ha fatto seguito la legge regionale 30 del 2015.

La finanziaria del 2007 prevedeva infatti il trasferimento del personale dall'ente pubblico "proprietario" alle sue cosiddette partecipate. La normativa regionale di cui parliamo obbligava peraltro fin dal 2002 le Province lombarde a gestire la formazione professionale non in forma diretta ma esternalizzando la gestione.

A Varese  come peraltro in tutte le altre province lombarde è stata scelta la forma più prudente di esternalizzazione, l'azienda speciale appunto, prevista dal Testo Unico degli enti locali, che è un ente pubblico economico, dotato di autonomia organizzativa e finanziaria, di cui la Provincia rimane a tutti gli effetti proprietaria. È indiscutibile quindi la sua natura pubblica.

Le norme nazionali e regionali sono state  rispettate da tutte le Province lombarde, salvo che da Varese, gestita a quel tempo dal centro destra,  pur avendo avuto dalla Corte dei Conti una indicazione vincolante sulla necessità di procedere al più presto al trasferimento del personale nei ruoli dell'azienda speciale.

L'attuale amministrazione provinciale ha trovato un’azienda che non solo non aveva applicato, come in tutte le altre realtà lombarde, le due leggi ma che aveva condotto una politica più complessiva a dir poco irresponsabile sul fronte del  personale.

L'Agenzia Formativa infatti non aveva personale proprio, se non quattro dipendenti assunti a seguito di sentenza del giudice del lavoro, ed una pletora infinita di dipendenti a tempo determinato. Senza rispetto alcuno quindi delle norme nazionali sul mercato del lavoro che prevedono forti limiti per le assunzioni a tempo determinato.

In due anni l'attuale Consiglio di Amministrazione, con l'appoggio della Provincia , ha varato un piano  di assunzione con procedure di selezione pubbliche di 70 dipendenti, perlopiù docenti, e sta lavorando da tempo per inserire nel proprio organico i  52 dipendenti ex regionali e provinciali , proponendo la sottoscrizione di un accordo sindacale che garantisca il mantenimento dei loro diritti, nel quadro delle previsioni di legge.

Aggiungiamo che la Provincia di Varese, pur nei noti problemi finanziari lasciati in eredità dall'amministrazione precedente, sostiene anche economicamente la propria azienda speciale proprio perché crede nella sua funzione pubblica. 

Lo fa, paradossalmente, per sanare le difficoltà economiche causate a tutte le agenzie formative delle Province dai più recenti interventi regionali che hanno nei fatti diminuito drasticamente le risorse finanziarie messe a disposizione del sistema della formazione professionale in Lombardia. 

Regione Lombardia ha infatti annullato il trasferimento della quota di risorse per il pagamento del personale regionale trasferito nel  lontano 2002 alle province, pari a circa tre milioni e trecentomila euro per Varese, proprio al fine di equiparare le realtà pubbliche e private!

Peraltro ha parallelamente aumentato le risorse trasferite con il sistema delle doti alle aziende provinciali ma con un gap  di finanziamento che a Varese era pari a circa un milione e trecentomila euro. Infatti al fine di contenere la spesa, ha introdotto un " tetto" alle doti assegnate a ciascun operatore, situazione che ha portato le diverse aziende speciali pubbliche a prendersi carico, al fine di contenere la dispersione scolastica, anche di allievi senza dote.

In questo contesto si inserisce quanto presentato giovedì alla stampa, che in estrema  sintesi portava all'attenzione il risultato di tre anni di lavoro del Consiglio di Amministrazione, affiancato sempre dalla Provincia.

Con queste premesse ribadiamo a Monti e Palumbo, e a tutti i Consiglieri Regionali, la massima disponibilità ad un incontro per illustrare loro quanto Regione possa fare, e fare meglio, per la Formazione Professionale pubblica della Lombardia."

Paolo Bertocchi

Consigliere con delega alla Formazione della Provincia di Varese

Marina Rossignoli                                                                

Presidente CdA Agenzia Formativa  della Provincia di Varese

Varese, 24.9.2018

 

Angelo Palumbo da noi interpellato non ha peli sulla lingua:

In questo caso dove si parla di difesa dei lavoratori non perdo tempo nelle questioni di bottega,  non raccolgo le provocazioni e con alto senso istituzionale accolgo con piacere l’interessamento sulla vicenda anche del consigliere Astuti, cosicchè l’intero arco costituzionale dei varesini in regione terrà alta l’attenzione sull’argomento.

La questione sta prendendo una netta e chiara nonchè strana, per chi non segue come noi da tempo, strada politica.
L'Agenzia Formativa non dovrebbe essere collocata politicamente, ma dalle posizioni pesante e accusatorie contro i consiglieri regionali di destra, si capisce che dietro c'è una regia si sinistra.
Un attacco simile non si capisce quali esiti positivi possa avere, tanto più che negli anni Regione Lombardia ha avuto tanti milioni per agevolare l'Agenzia stessa e tenerla in piedi. A maggior ragione viste le difficoltà economiche ( tanto per usare un eufemismo)  della Provincia , sarebbe opportuno dosare le parole contro i consiglieri regionali che fanno la loro parte nel tutelare insegnanti e allievi della provincia di Varese.
L'unica risposta che ci sentiamo di dare, visto che abbiamo seguito la vicenda dall'inizio e intendiamo continuare a farlo nell'interesse dei varesini tutti, è che la dirigenza attuale spera nella riconferma con gli attuali assetti, sicuri che la sinistra darà ancora vincente alle ormai vicine elezioni e questo consentirebbe la prosecuzione nei termini ed indirizzi già visti, con i docenti a partita iva.