La DC verso le elezioni.

La DC verso le elezioni.   Premessa. E ' un fatto che i due Vice (su mandato di Fontana, assente in Cina) avevano fatto un pre-accordo con CESA e altri partiti ex-DC per una unione collocata dentro la coalizione di centro-destra di Berlusconi.                Ed e ' un fatto che il 23 dic. (di ritorno dalla Cina) Fontana aveva sconfessato il pre-accordo perché "dentro il sistema dei partiti della c...

La DC verso le elezioni.   Premessa. E ' un fatto che i due Vice (su mandato di Fontana, assente in Cina) avevano fatto un pre-accordo con CESA e altri partiti ex-DC per una unione collocata dentro la coalizione di centro-destra di Berlusconi.                Ed e ' un fatto che il 23 dic. (di ritorno dalla Cina) Fontana aveva sconfessato il pre-accordo perché "dentro il sistema dei partiti della cosiddetta seconda Repubblica", e "non rispondente al sentire e agli obiettivi degli iscritti al partito".   Per valutare le importanti riserve di Fontana, un modo efficace e' ragionare in base al criterio del Vescovo Mons. Tommaso Ghirelli, Segretario regionale della CEI, per la Emilia Romagna, venuto a Bologna, nel gennaio 2017, per la presentazione di un Codice etico del cristiano impegnato in politica). Ghirelli aveva detto: a) " Completate giuridicamente la DC"; b) " Ma che essa non sia un partito che si aggiunge. Subito dopo, fate la federazione di tutti i partiti di derivazione DC" .   Conclusione: quale DC per elezioni ? a) Quella giuridica, riconosciuta dal tribunale del 2017, con la propria denominazione e il simbolo scudo crociato - libertas, su fondo blu ?; b) Quella ottenuta per somma di quella giuridica e di tutti i partiti ex-DC della diaspora (dunque, quella risultante nel 1992) ? Credo che, per le elezioni: -  la DC con i requisiti del Vescovo non sia quella del punto a) , perche' sarebbe un "partito che si aggiunge" e dunque essa sarebbe per sua natura uno dei tanti partiti del sistema, incapace di una forza politica propositiva per il mondo cattolico. Poi, partiti ce ne sono gia' troppi e, se essa si aggiunge, sarebbe forzatamente del sistema, come tutti; -  e invece la DC del Vescovo (secondo me) e' quella di cui al punto b), vale dire la somma della DC giuridica e di UDC, CDU, UDEUR, DC per le AUTONOMIE, altri PARTITI CENTRISTI con uguali valori, e aperta alle ASSOCIAZIONI e MOVIMENTI cattolici; Conclusione. Direi che: a) i due Vice Presidenti abbiano agito bene, in  quanto hanno operato per la grande DC, sia pur con qualche limite segnalato da Fontana. Per questo serve un approfondimento circa i rapporti con il centro-destra (anche con riguardo al programma).  b) i motivi di Fontana siano importanti. Ma, a parte che solo la Assemblea dei soci ha i poteri di scelta, direi che va verificato il fondamento dei relativi motivi, discutendone assieme subito. Per questo va fatto urgentemente (ad horas) l ' atteso colloquio di Fontana con Cesa. Secondo me, direi che elementi dirimenti siano: - la verifica di convergenze sul programma economico-sociale. In soldoni, nell'Italia di oggi la domanda è : serve un programma di destra (ossia centrato più ' sul settore privato che sul settore pubblico) o un programma di sinistra (l'inverso rispetto al centro destra) ? - la verifica sulla denominazione e il simbolo:   a) la Democrazia Cristiana, come unica denominazione ? (e taglio secco di tutte le altre).   b) simbolo storico scudo crociato-libertas fondo azzurro (1992), non quello della UDC con il nome di CASINI o di qualcun altro. Per quanto ne so la DC ne ha pieno titolo in quanto " partito tradizionalmente in parlamento"  per 54 anni (1948-92), pur se assente nel dopo, ritenendosi sciolta per un errore che la Cassazione ha corretto. Dunque un accordo pieno per la grande DC vale se ricomprende l ' uso in comune del simbolo storico. Riferisco che, nella nostra gente, c ' e' la attesa della DC per le prossime elezioni. E quando chiedi: "quale DC ? ", la risposta naturale e ' "la vecchia DC e tanti giovani". E quando chiedi: "a destra, a sinistra ? ", la risposta e' "Al centro".   Quale programma ? " Un programma di liberta'  e di giustizia sociale "  (art. 1 atto costitutivo della DC, 1943). - Programma di liberta'  vuole dire oggi piu'  che mai  anche libertà  di produzione. Oggi questa libertà è carente, per eccesso di tasse e di debito pubblico; - Programma di giustizia sociale vuole dire oggi piu' che mai il lavoro per i deboli. Rispetto a loro, lo Stato si costituisca come datore di lavoro di ultima istanza; e  potenzi il mondo del volontariato e delle onlus con la totale esenzione fiscale del reddito.   Ultimo ma non ultimo. Un programma che voglia la DC "fuori dallo attuale sistema partitico"  ha senso se vuole ri-definire i partiti nella Costituzione, come strumenti di utilità  pubblica, non più come associazioni private (spesso con fini lucro, e di cattura dei voti, mediante la strumentalizzazione della Pubblica Amministrazione. Questo ha un risvolto nella creazione di controlli pubblici sui partiti e anche nella istituzione di un giusto finanziamento pubblico.