l’Italia attraverso le impronte, le immagini e i sopralluoghi di Polizia Scientifica

Mostra straordinaria nel vero senso della parola, lo spazio comunale offerto nell’ambito della  rassegna “NATURE URBANE”, organizzata dal Comune di Varese tra il 20 ed il 30 settembre p.v.

Nelle vetrinette allestite sono visibili vecchi carteggi rappresentativi il modo in cui la Polizia Scientifica operava per cristallizzare la scena del crimine, nonché attrezzature utilizzate per le diverse attività di repertazione e fotosegnalamenti.

Non manca la ricostruzione di una scena del crimine, ove personale addetto al Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica di Varese, fornirà informazioni inerenti il proprio intervento, spiegando le diverse fasi del lavoro e le finalità probatorie.

I visitatori potranno inoltre vedere il nuovo mezzo in dotazione alla Polizia Scientifica, denominato Fullback.

Il capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, durante la cerimonia di presentazione della mostra, avvenuta in Roma lo scorso aprile, nel suo intervento ha sottolineato che “la Mostra restituisce alla memoria un pezzo fondamentale di un’eccellenza della nostra amministrazione. La Polizia scientifica affonda le sue radici all’inizio del secolo scorso e nonostante le nuove tecnologie devo dire un grazie alla passione e alla dedizione degli uomini e delle donne della Polizia scientifica che fanno l’elemento decisivo nelle indagini”.

La Polizia sta sempre al passo coi tempi:

"Oggi la Polizia scientifica ha un archivio di 16 milioni di cartellini fotodattiloscopici. Vi lavorano 3mila persone di cui 84 scienziati con 70 laboratori 14 gabinetti regionali e strumenti all'avanguardia, che consentono ad esempio di ricostruire in 3d la scena del crimine o effettuare la comparazione dei volti, grazie all’utilizzo del nuovo sistema SARI (Sistema Automatico Riconoscimento Immagini)."