“Conventino” a Busto Arsizio,come finisce una città

Busto Arsizio, borgo che alla fine del Medio Evo contava circa 3500 abitanti ,oggi 83.500, aveva nell’attuale Via Matteotti una delle strade principali. Il così detto “Conventino” di via Matteotti era quindi un edificio centrale  e tra i più antichi edifici bustocchi, con una doppia corte,  una tipologia tipiche delle dimore borghesi locali. La parte più antica, cortile Ovest, risalirebbe al XV - XVI con un portico architravato con trave lignea poggiante su colonne. La cantina sotterranea e l”annessa ghiacciaia,  ambedue a volte di mattoni, sono di epoca cinquecentesca.
Il degrado dell’edificio è sotto gli occhi di tutti coloro che passano in quella che viene definita dal Sindaco la “Piccola Brera”più realisticamente dagli abitanti e negozianti in loco, visto l’abbandono, anche commerciale, di tutta la zona “Via della Sfiga”, ironizzando sulla famosa traversa di Via Montenapoleone. Da diversi anni si discute sull’eventuale recupero del cosiddetto “Conventino” ma, sino ad oggi niente è stato fatto, con l’eccezione di una parziale e insufficiente messa in sicurezza di parte della facciata. E pensare che l’allora assessore ai lavori pubblici, Paola Reguzzoni, aveva preso posizione dichiarando che: «la casa non sarà demolità ma sarà ristrutturata prevedendo spazi pubblici affiacati ad aree private». Certo che dopo le difficoltà incontrate dalla grande “ristrutturazione” nel centro di Busto della Corte del Conte e adiacente  Piazza Vittorio Emanuele, case invendute e zona in mano allo spaccio, una riflessione si impone. Una imprenditoria bustocca illuminata ha fatto grande la città abbellendola di chiese, ville, palazzi sin dal lontano ‘500, si pensi solo a Santa Maria di Piazza, una nuova imprenditoria la sta distruggendo.  Chi l’avrebbe detto che proprio il mattone sta demolendo B?sti Grandi.

le strade del centro