Marinella Oberti, italiana e ammalata lasciata sola, una triste storia

italiana e ammalata lasciata sola, una triste storia derivante da una malattia rara. Una delle tante persone in difficoltà e che sono arrivate al punto di vivere in auto, visto che il lavoro non c'è, e la sua malattia le impone cure importanti ma anche requisiti particolari in cui vivere. Tante restrizioni e difficoltà che stremano e mettono a terra coloro che soffrono, costringendole a fare appelli pubblici per recuperare i soldi che servono ad avere una casa in un...

italiana e ammalata lasciata sola, una triste storia derivante da una malattia rara. Una delle tante persone in difficoltà e che sono arrivate al punto di vivere in auto, visto che il lavoro non c'è, e la sua malattia le impone cure importanti ma anche requisiti particolari in cui vivere. Tante restrizioni e difficoltà che stremano e mettono a terra coloro che soffrono, costringendole a fare appelli pubblici per recuperare i soldi che servono ad avere una casa in una ambiente sano in campagna o in montagna. Il tutto mentre ci avviamo ad una campagna elettorale in cui si parla di tutto tranne delle necessità vere della popolazione sempre più indigente e sofferente. Ascoltate l'appello che ci è stato fatto per telefono e leggete la su storia sul sito http://www.marinellaoberti.it/ Cara amica/o grazie per visitare il mio sito, costruito e gestito da alcuni amici! Prima di leggere la mia storia, e magari dedicare del tempo alla visione dei miei video, voglio dirti che HO FINALMENTE TROVATO UN'ABITAZIONE.. per la prima volta, potrei  vivere una vita "vicina alla tua", ma per questo ho bisogno di un tuo piccolo, ma per me IMMENSO, aiuto...puoi salvarmi la vita....grazie per la tua vicinanza e sostegno... Carissimi amici, ho atteso lungo tempo, ma finalmente la mia storia si trova su un sito internet!! (questo grazie all’aiuto di alcuni amici che gestiscono il sito e rispondono alle email). Voglio iniziare a parlarti di me chiedendoti una cortesia: chiudi gli occhi per un istante ed immagina di svegliarti una mattina senza poterti lavare la faccia, senza poter indossare un paio di jeans, senza poter fare la classica colazione, ma soprattutto senza poter uscire dalla casa dove vivi. No, non è un’esagerazione e nemmeno un incubo, ma è la realtà che vivo giorno dopo giorno da oltre 43 anni. Questo mostro ha un nome: Sensibilità Chimica Multipla, meglio conosciuta con l’acronimo M.C.S. Spero vivamente di non averti annoiato fin ora caro lettore e, se avrai più pazienza, voglio condividere con te come ho scoperto la mia malattia, ma soprattutto come vivo oggi. Ho 58 anni, sono sposata, senza figli. Mi sono ammalata quando non avevo ancora compiuto 16 anni. A quei tempi lavoravo presso una grossa camiceria della bergamasca e la malattia esplose dopo soli sette mesi dopo l'inizio dell'attività lavorativa. Dopo aver purtroppo abbandonato il mondo del lavoro a soli 19 anni e non sapendo da cosa fossi affetta, sono iniziati i diversi pellegrinaggi da uno specialista all’altro, sia in Italia che all’estero, che mi hanno costretto a sottopormi a ogni tipo di terapie che si sono rivelate inutili e dannose, a seconda dello specialista consultato. Sono stata tra la vita e la morte per ben quattro volte: all’età di 16, 36, 39 e 44 anni. Sono stata ripresa per i capelli nonostante ancora non si sapesse quale fosse la mia malattia. Naturalmente questi episodi hanno sempre portato un aggravamento delle mie condizioni fisiche e sono stati spesso accompagnati da forti dimagrimenti (fino a 35 chili in meno di sei mesi). Il percorso medico è durato ben 31 anni, fino a quando, una mattina una mia amica guardando casualmente la trasmissione televisiva “Tutte le mattine di Costanzo”, ha associato la storia clinica di una ragazza alla mia, individuando una forte somiglianza tra le due storie e soprattutto gli stessi sintomi. Finalmente, dopo molti anni, il 05/04/2005 è arrivata la diagnosi. Una situazione dolce amara poiché, se da una parte ero contenta per il fatto di conoscere la malattia di cui soffrivo, dall’altra ero disperata. La prima diagnosi mi è stata fatta presso l’ospedale S. Orsola Malpighi a Bologna. CONDIVIDO CON TUTTI VOI LA RECENTE LETTERA DELLA PRESIDENZA...ATTENDO NOTIZIE...ANCHE SE SONO ANNI CHE ATTENDO UN INTERVENTO IN MIO FAVORE, MAI AVVENUTO FIN ORA... Facciamo nostro e condividiamo l'appello che giriamo ai nostri lettori per un aiuto concreto   Giuseppe Criseo Varese Press