Esposto in procura contro i cementifici da parte di Eleonora Evi, Marco Valli e meetup #Varese5Stelle

#CEMENTIFICI DI COMABBIO E CARAVATE (VA), PRESENTATO ESPOSTO IN PROCURA: "ANALIZZARE RISCHI SU SALUTE E AMBIENTE DERIVANTI DA COMBUSTIONE DEI RIFIUTI" +++

Clamorosa e coraggiosa la denuncia degli ambientalisti, visto le implicazioni di carattere politico ed economiche su attività importanti nell'economia della provincia.
Alla denuncia seguiranno gli approfondimento tecnici dei vari periti che saranno chiamati in causa a chiarire tutti gli aspetti che se saranno confermati saranno un punto fermo per tutto il settore.
Vicenda che intendiamo seguire da vicino

“Vogliamo fare chiarezza perché siamo estremamente preoccupati per le emissioni prodotte dai cementifici e chiediamo al Procuratore di valutare se sussistano gli estremi per aprire le indagini". Queste le parole dell'eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Eleonora Evi, che insieme ai colleghi Marco Valli, Piernicola Pedicini, e a un gruppo di attivisti del M5S della provincia di Varese, ha presentato questa mattina alla Procura di Varese l'esposto riguardante i cementifici Holcim di Comabbio/Ternate e Colacem di Caravate. "I due cementifici – continua Evi - così come tutti i maggiori gruppi produttori di cemento in Italia, bruciano infatti combustibili alternativi e scorie da inceneritori, con possibili gravi ripercussioni sulla salute umana e l'ambiente. Di fatto producono cemento non nelle modalità tradizionali, ma bruciando combustibili solidi secondari (CSS), o combustibili derivati da rifiuti solidi urbani (CDR) o scorie da acciaierie e da inceneritori".
I CDR sono combustibili derivati da rifiuti solidi urbani tramite opportuni trattamenti che ne aumentano il potere calorico e ne riducono il contenuto di metalli, vetri e materiale putrescibile. 
I combustibili solidi secondari (CSS) sono anch’essi prodotti da rifiuti e il Decreto Clini del 2013 ha fissato dei parametri affinché determinate tipologie di CSS cessino di essere considerate rifiuto grazie ad un iter semplificato e, di conseguenza, semplificando le procedure per il conferimento all'incenerimento presso i cementifici.

"L'utlizzo, anche parziale, di CSS, CDR e scorie da acciaieria e da inceneritori ha impatti negativi sull'ambiente e la salute. Alcuni esempi? Pensiamo all'emissione di metalli pesanti tossici nell'atmosfera, ad esempio, oppure alla questione occupazionale, con i rischi cui sono sottoposti i lavoratori che sono quotidianamente esposti all'inalazione e all'assorbimento di cromo e cadmio. Pensiamo al problema della compromissione dei diritti dei consumatori che, al momento dell'acquisto, non possono distinguere una confezione di cemento con elementi tossici da una di cemento tradizionale".

In merito ai cementifici, l'associazione Medicina Democratica Onlus ha sviluppato un documento che Evi ha inserito nella documentazione depositata oggi in Procura a Varese. Una lista dei materiali utilizzati nei vari cementifici italiani da cui si evince che a Caravate si bruciano pneumatici, oli e miscele oleose e farine animali e che la capacità autorizzata nel 2018 è di 82mila tonnellate, mentre nel 2016 l'impianto ha bruciato 12.248 tonnellate di rifiuti urbani trattati e di CSS. A Comabbio, invece, vengono utilizzati CSS e pneumatici e per quest'anno la capacità autorizzata è di 97mila tonnellate. "Numeri in aumento – commenta Evi – e bisogna aggiungere che è estremamente preoccupante il fatto che il monitoraggio dei dati non venga svolto da enti pubblici certificati, ma dalle stesse aziende che utilizzano gli inceneritori. Di fatto, colui che dovrebbe essere controllato è il controllore di se stesso!". Questo è anche il motivo per cui non ci sono dati condivisibili di riferimento se non quelli stilati da Medicina Democratica che dimostrano come la combustione autorizzata in Italia nel 2018 è pari a 981.050 tonnellate. "Cifre spaventose che non possono passare inosservate: è necessario indagare e stabilire quali effetti producano sulla vita di tutti noi" conclude Evi.