Dopo il voto la sportula di ricompensa

Dopo il voto  la sportula di ricompensa   Acquisiti i voti sulla riforma costituzionale e il NO alla sfiducia presentata nei giorni scorsi dalle minoranze, a Renzi non  rimaneva che corrispondere la giusta “sportula” ai suoi supporters.   Una sportula che compensa in maniera consistente il NCD e Scelta civica, con incarichi che, alla fine, risultano, complessivamente, inversamente proporzionali ai consensi effettivi che le due formazioni politiche sono sti...

Dopo il voto  la sportula di ricompensa   Acquisiti i voti sulla riforma costituzionale e il NO alla sfiducia presentata nei giorni scorsi dalle minoranze, a Renzi non  rimaneva che corrispondere la giusta “sportula” ai suoi supporters.   Una sportula che compensa in maniera consistente il NCD e Scelta civica, con incarichi che, alla fine, risultano, complessivamente, inversamente proporzionali ai consensi effettivi che le due formazioni politiche sono stimati tra gli elettori.   D’altronde, con un Parlamento di “ nominati  illegittimi” che hanno scelto la filosofia della sopravvivenza: meglio durare due anni di più che morire subito, dotarsi di qualche strapuntino di potere in più lascia aperta la speranza in coloro che continuano a sostenere il governo del “giovin signore fiorentino”.   Qualche attento e critico lettore mi ha redarguito per il mio continuo riferimento al Parlamento degli  illegittimi produttore di atti e nomine da me considerate “farlocche”.   Cercherò di spiegarmi meglio, citando quanto al riguardo ha scritto recentemente  Alfiero Grandi, già sindacalista CGIL e deputato della sinistra: “ l’attuale Costituzione ha permesso di distruggere la legge elettorale definita “porcellum” perché contraria ai suoi principi, anche se troppo tardivamente, dalla sentenza della Corte. La Corte ha salvato gli atti già compiuti da un parlamento eletto con una legge elettorale illegittima, ma dopo avrebbero dovuto esserci nuove elezioni, con un nuovo sistema elettorale, possibile anche con quello uscito dalla sentenza. Invece no. Il parlamento a trazione del governo Renzi per le più disparate - spesso poco nobili -  ragioni ha approvato una legge elettorale ipermaggioritaria simile al porcellum e ha fissato l’asticella dei deputati nominati dai capi partito ad almeno i due terzi degli eletti della Camera. Innestando questa legge elettorale sullo scasso della Costituzione in corso di approvazione si avrebbe questo esito: il Senato diventerebbe una camera fittizia che avrà più poteri di quanti riuscirà ad esercitarne e con componenti non eletti dai cittadini, ai quali non debbono rispondere del loro operato. Faccio un esempio, se l’Italia dovrà decidere su pace o guerra l’unica sede in cui farlo sarà la Camera dei deputati, in quanto il Senato non conterà nulla. La Camera eletta con un sistema ipermaggioritario avrà la maggioranza di un solo partito, per di più con deputati in buona parte designati, guarda caso,  dal capo del partito. “   La domanda che, da tempo, mi pongo e alla quale nessuno sa darmi risposta: come può un organo risultato di una legge elettorale dichiarata dalla Consulta  “illegittima” produrre effetti giuridici legittimi? Poteva essere tollerato per i primi mesi successivi a quel voto ( Febbraio 2013) ma siamo quasi a distanza di tre anni è tutto continua nell’illegittimità riconosciuta.   Ecco perché connoto come “farlocco” un governo presieduto da un signore mai eletto, la motivazione nella scelta del quale è stata quella di aver scalato la leadership del suo partito, pugnalando alla schiena Enrico Letta con il suo cinico” stai sereno”.   Farlocco nel senso etimologico del termine, ossia falso, taroccato, al quale, nel clima del più volgare e indegno trasformismo parlamentare, si sono aggiunti altri accoliti come i verdiniani promotori e fruitori  dello scellerato Patto del Nazareno e qualche altro ultimo naufrago alla ricerca di una cintura di salvataggio.   Il distacco crescente tra casta politica e società civile, evidenziato dalla metà degli elettori che si sottraggono ai seggi, Renzi cerca di sostituirlo, da un lato, populisticamente con un rapporto comunicativo diretto con gli italiani, utilizzando senza limiti ogni media, e, dall’altro, scavalcando ogni mediazione con i corpi sociali organizzati e offrendo continue “ sportule” ad amici dentro e fuori le aule parlamentari.   Ecco perché, nell’assenza di ogni cultura politica, distrutta dal trasformismo renziano anche ciò che rimaneva del vecchio comunismo nostrano, siamo interessati a dar vita in tutti i comuni dell’Italia a comitati civico popolari di partecipazione democratica. Luoghi nei quali si possano ritrovare quanti, a partire  dalle prossime elezioni amministrative e poi nel successivo referendum, intendono opporsi al renzismo e ai populismi estremi.   Ettore Bonalberti www.insiemeweb.net www.don-chisciotte.net