Trasporto lombardo in caduta libera

riceviamo e pubblichiamo

IL TRASPORTO LOMBARDO IN CADUTA LIBERA:

LA POCHEZZA DEL NULLA, LA NULLITA’ DEL POCO

 

A fine 2017 l’assessore Sorte annunciava con toni trionfalistici l’efficienza del trasporto nella nostra regione con il miglioramento della puntualità e l’acquisto dei nuovi 161 treni (dopo le pressioni dei comitati). Tutto questo in concomitanza con le elezioni regionali 2018.

 

Dopo quasi 10 mesi stiamo assistendo al crollo del trasporto lombardo, nonostante i numerosi appelli e le denunce quotidiane da parte di tutti i comitati di viaggiatori. Siamo d’accordo che l’incidente di Pioltello dello scorso gennaio ha prodotto uno shock sistemico i cui tempi di ripresa sono stati lenti e dolorosi per tutti, tuttavia a distanza di dieci mesi ci sembra di poter dire che le cartucce in canna a questo alibi siano da considerare definitivamente esaurite.

 

In questo scenario caotico, e fastidiosamente fedele a se stesso nella sua paralisi, assistiamo spazientiti alla performance scadente dei seguenti attori:

·         Il Governatore Fontana che chiede scusa e pazienza ai pendolari dal mese di marzo e SCORDA, o forse non ha capito, che la pazienza dei pendolari si traduce in perdite di tempo e denaro. Intanto siamo arrivati ad ottobre, senza che ci sia stato un cambio di passo;

·         L’Assessore Terzi, che convoca tavoli, riunioni ed incontri con i comitati per cercare soluzioni future attuabili nel lungo medio periodo, ma non è in grado di avanzare proposte o attivare misure che arginino il disagio nell’immediato;

·         Rfi inaffidabile che risponde “forse” se viene sollecitata, ma che non ascolta minimamente gli utenti;

·         Trenord che è ormai in regime di autogestione. Cambia l’amministratore delegato senza fare piazza pulita degli esecutivi o dei primi riporti palesemente corresponsabili della situazione attuale, confermando nei fatti una continuità il passato recente e non, e continuando a fare cassa pescando nelle tasche dell’utenza.

 

Ci scuserete se non applaudiamo più.

 

Quali alternative hanno i viaggiatori?

·         Si lamentano, ma pagano gli abbonamenti;

·         Protestano con tutti i mezzi, ma vengono ignorati in attesa che il prossimo incidente ferroviario offra loro l’occasione di rendere più evidenti le loro istanze;

·         I comitati avanzano proposte, ma ricevono sempre le solite risposte: “verificheremo, faremo” che tradotto significa “lacrime e sangue” per i fruitori del disservizio.

 

La tentazione di abbandonare la via del dialogo è forte e ci chiediamo se sia giunto il momento di mettere in discussione le nostre linee di condotta fin qui vane e improduttive.

DOBBIAMO FORSE IMMAGINARE DI TORNARE AL PASSATO, BLOCCANDO I BINARI E NON PAGANDO GLI ABBONAMENTI?

I Comitati del Quadrante Ovest:

Comitato Gallarate-Milano

Comitato S6 Novara- Milano

Comitato Pendolari Busto Nord

Comitato Viaggiatori Nodo di Saronno

Amici Pendolari della Tratta Domodossola- Arona-Milano

riportiamo in forma integrale le proteste dei Comitati dei pendolari.
Sappiamo tutti quanto sia importante il trasporto delle persone con i treni,  per limitare l'inquinamento in regione usando meno possibile l'auto, anche se ci rendiamo tutti conto che le infrastrutture ( binari e stazioni) vanno fatte e tenute in manutenzione in sicurezza ed efficienza, con costi esorbitanti ed è sempre questo il punto.
Vanno fatte delle scelte importanti, trovate le risorse e superati i vincoli burocratici che frenano le scelte che magari si vorrebbero fare. 
I tempi degli interventi sono sempre esagerati, siamo messi male anche in questo settore.
Regione Lombardia fa quello che può con le risorse che ha a disposizione ...
Di sicuro il problema c'è, visti numeri dei pendolari.
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