Busto Arsizio ai funerali della tragedia alla Lamina

Busto Arsizio . C’erano anche il gonfalone della Città di Busto Arsizio e l’assessore al welfare e all’inclusione sociale Miriam Arabini nella Chiesa di San Giuseppe di Taccona, frazione di Muggiò, al funerale dei fratelli Arrigo e Giancarlo Barbieri, tragicamente scomparsi insieme ad altri due operai nell’incidente sul lavoro verificatosi lo scorso 16 gennaio alla ditta “Lamina”. Arrigo Barbieri, 58 anni, originario di Muggiò, risiedeva a Busto Arsizio, nel quartier...

Busto Arsizio . C’erano anche il gonfalone della Città di Busto Arsizio e l’assessore al welfare e all’inclusione sociale Miriam Arabini nella Chiesa di San Giuseppe di Taccona, frazione di Muggiò, al funerale dei fratelli Arrigo e Giancarlo Barbieri, tragicamente scomparsi insieme ad altri due operai nell’incidente sul lavoro verificatosi lo scorso 16 gennaio alla ditta “Lamina”. Arrigo Barbieri, 58 anni, originario di Muggiò, risiedeva a Busto Arsizio, nel quartiere di Sant’Edoardo, insieme alla moglie e alle due figlie. Al termine della funzione, concelebrata anche dal parroco di Sant’Edoardo don Emilio Sorte, hanno preso la parola il sindaco di Muggiò Maria Fiorito e l’assessore di Busto Arsizio Miriam Arabini, di cui di seguito riportiamo il discorso. La vedova di Arrigo Barbieri ha caldeggiato all’assessore di portare i suoi ringraziamenti al sindaco Emanuele Antonelli per la sensibilità mostrata in seguito alla tragedia, anche partecipando al Santo Rosario che si è tenuto nei giorni scorsi nella parrocchia di Sant’Edoardo. La famiglia di Arrigo Barbieri si è detta «onorata della presenza dell’assessore Arabini e dell’affetto tributato loro dal primo cittadino e dall’intera città in questi giorni». Questo il discorso pronunciato al termine delle esequie dall’assessore Miriam Arabini: «Sono qui in rappresentanza della Città di Busto Arsizio e del suo sindaco Emanuele Antonelli e anche a suo nome saluto e ringrazio i colleghi dell'amministrazione comunale di Muggiò con cui abbiamo condiviso questi giorni di lutto, di profondo sconforto e di sconcerto dopo la tragedia alla ditta Lamina. Arrigo Barbieri, originario di Muggiò, aveva fatto la scelta di vita di venire ad abitare a Busto Arsizio, nel quartiere di Sant'Edoardo. Una bellissima famiglia la sua, inserita e rispettata, che idealmente abbracciamo insieme agli 83mila abitanti di Busto Arsizio. Quanto accaduto ha sconvolto tutti noi come comunità. La nostra è una città che si è costruita sulla fatica del lavoro e sull'industria, conosce bene gli sforzi che si compiono quotidianamente per mandare avanti il lavoro nelle fabbriche. Senza entrare nel terreno delle responsabilità, su cui gli organi giudiziari saranno chiamati a dare delle risposte, le dedizione e l’attaccamento di Arrigo e di Giancarlo, cresciuti “in ditta”, è vicina alla storia di tanti nostri concittadini, che siano piccoli o medi imprenditori o lavoratori. Ecco perché oggi ci sentiamo di onorare Arrigo e Giancarlo con il nostro gonfalone, simbolo della Città di Busto Arsizio, e di condividere con la città di Muggiò questo giorno di grande dolore e commozione, sentimenti che inevitabilmente si mischiano ai tanti interrogativi senza risposta che questi episodi si trascinano. Il dolore per questa tragedia rimarrà per sempre, inscalfibile, ma rimarrà per sempre, vivissimo in tutti noi, anche il ricordo della bellezza di questo gesto d'amore e di solidarietà, di coraggio e di responsabilità, di un fratello che dà la sua vita nell'estremo tentativo di salvare quella di suo fratello e dei suoi colleghi. E rimarranno per sempre anche il ricordo della bellezza di questa Chiesa gremita e dell'affetto che si è sprigionato in questi giorni nei confronti dei familiari di Arrigo e Giancarlo, oltre che delle altre due sfortunate vittime dell'incidente, Marco e Giuseppe. È di questa bellezza che dobbiamo essere tutti orgogliosi, è questa bellezza che dobbiamo tutti custodire nel cuore e nella testa per andare avanti e per mantenere vivo il ricordo di Arrigo e di Giancarlo».