Fagnano Olona, grandi applausi per la cavalleria Rusticana al Castello Visconteo

Evento conclusivo della rassegna “Maggio Musicale Fagnanese” promossa dall'Assessorato alla Cultura, dal Liceo Musicale Vincenzo Bellini e dalla Pro Loco Fagnano Olona.

Tra gli applausi e la richiesta del bis a fine rappresentazione si è conclusa al castello visconteo fagnanese la rassegna musicale estiva portando proprio nell’affascinante cornice medievale la grande opera della Cavalleria Rusticana.

Applausi ripetuti per gli attori, i maestri Raffaella Laurora e Marco Begni, la regia di Angela Lisciandra, l’immancabile sostegno di Stefano Zecconello e il coro del Liceo Musicale Bellini di Tradate.

La Cavalleria Rusticana fu la prima opera composta da Mascagni ed è certamente la più nota fra le sedici composte dal compositore livornese (oltre a Cavalleria rusticana, solo Iris e L’amico Fritz sono rimaste nel repertorio stabile dei principali enti lirici).

Il suo successo fu enorme già dalla prima volta in cui venne rappresentata al Teatro Costanzi di Roma, il 17 maggio 1890, e tale è rimasto fino a oggi.

Viene spesso rappresentata insieme a un’altra opera breve, Pagliacci (1892) di Ruggero Leoncavallo.

Questo singolare abbinamento venne proposto fin dall’anno seguente il debutto di Pagliacci, al Metropolitan Theater di New York il 22 dicembre 1893, e venne legittimato dallo stesso Mascagni, che nel 1926, al Teatro alla Scala di Milano, diresse, nella stessa soirée, entrambe le opere.

Cavalleria rusticana veniva talvolta eseguita insieme a Zanetto, dello stesso compositore.

A Vizzini un mattino di Pasqua il giovane Turiddu, prima di partire per il servizio militare, giura il suo amore a Lola che dopo un anno si sposa con Alfio, il carrettiere del paese.

Così egli corteggia Santuzza che poi trascura per sorvegliare l’abitazione di Alfio, che è andato al lavoro, nella speranza d’incontrare Lola però Santuzza preoccupata da ciò, cerca Lucia la madre di Turiddu e le racconta tutto.

All’arrivo di Turiddu tra i due giovani scoppia una lite, che al passare di Lola finisce perché Turiddu la segue mentre si avvia in chiesa.

Santuzza offesa decide di vendicarsi dicendo ad Alfio di ritorno dal lavoro che Lola l’ha tradito.

Finita la messa, Turiddu offre da bere agli amici all’osteria della madre. Offre un bicchiere anche ad Alfio, il quale lo rifiuta, e gli morde l’orecchio sfidandolo a duello.

Prima di recarsi alla sfida mortale, Turiddu saluta la madre Lucia e le chiede di avere cura di Santuzza, il duello finisce con le grida di una popolana che annuncia la morte di Turiddu.