E SE GLI AMERICANI SMETTESSERO DI FARE CABARET?

E SE GLI AMERICANI SMETTESSERO DI FARE CABARET?
Cresce l’ipotesi di una nuova candidatura repubblicana credibile alla Casa Bianca Negli States continua il ridicolo spettacolo dei due settantenni che cercano senza grande successo di tenere chiusi interi magazzeni di scheletri che tracimano da tutte le fessure trasformando la campagna elettorale in un avanspettacolo senza vergogna. Come è possibile che nello stato simbolo della democrazia i cittadini non abbia...

E SE GLI AMERICANI SMETTESSERO DI FARE CABARET? Cresce l’ipotesi di una nuova candidatura repubblicana credibile alla Casa Bianca Negli States continua il ridicolo spettacolo dei due settantenni che cercano senza grande successo di tenere chiusi interi magazzeni di scheletri che tracimano da tutte le fessure trasformando la campagna elettorale in un avanspettacolo senza vergogna. Come è possibile che nello stato simbolo della democrazia i cittadini non abbiano saputo identificare due persone “normali”, due cittadini presentabili a livello internazionale. I due vecchi commedianti si confrontano sulla base di slogan usati e abusati e annunci vari, senza mettere sul tavolo programmi o una visione del mondo. Al di là delle infelici uscite distribuite negli anni da questo simpatico burlone e che, in una situazione politica normale, non interesserebbero a nessuno perché il personaggio resterebbe relegato nel mondo del gossip, il sistema delle primarie americano subordinato ad investimenti economici pesantissimi, ha prodotto un’autentica commedia popolare. Fortunatamente il sistema americano ha anche i suoi anticorpi e i repubblicani potrebbero cambiare le carte in tavola revocando la candidatura del presunto magnate sostituendolo con il suo attuale vice Mike Pence il Governatore dell’Indiana: conservatore sociale ed evangelico, vicino alla National Rifle Association, che si sente difensore dei valori dell’America profonda. Pence ha 57 anni e quindi concretamente potrebbe aspirare ad un secondo mandato in una età credibile e può essere un collante per il partito essendo gradito ai conservatori tradizionali e alla destra religiosa. Al tempo stesso Pence è una scelta che tranquillizza i leader del partito repubblicano, battuti a sorpresa dalle ingenti risorse profuse da Trump per aggiudicarsi le primarie, che in lui trovano un profilo più «prevedibile», solido e tradizionale. Il governatore dell’Indiana si considera un difensore dei valori conservatori che rappresentano la Middle America, le aree rurali e suburbane nel cuore del Paese ed è, scrive il  Times, «una cartolina dal tranquillo Midwest degli anni Sessanta». La sua carriera politica è decollata grazie allo show radiofonico che lo portò nelle case degli elettori conservatori di tutto lo Stato, gli stessi che negli anni precedenti aveva faticato a raggiungere. Pence si oppone all’amnistia per gli immigrati arrivati illegalmente negli Stati Uniti e chiede maggiori controlli delle frontiere: all’inizio dell’anno si è anche opposto al trasferimento di rifugiati siriani nel suo Stato. È nemico dei matrimoni fra persone dello stesso sesso e dell’aborto.   Mentre il tycoon newyorkese continua a muoversi a briglia sciolta, con dichiarazioni estemporanee, attacchi in tutte le direzioni e persino insulti, Pence è un nemico degli attacchi personali contro i rivali politici: «Le campagne elettorali devono dimostrare la moralità di un candidato».   I Repubblicani potrebbero, forse, avere il coraggio, con un rinnovato sussulto di realismo politico, di sostituire un vecchio candidato che sembra bollito ed è divisivo e inviso a una buona parte della loro base elettorale con uno più giovane inclusivo che potrebbe avere vita facile contro una improbabile vecchia signora elegante. Gallarate 09 ottobre 2016 Fabrizio Sbardella Varese Press-Gallarate