RADIAZIONI NUCLEARI PER CONSERVARE LE VERDURE

RADIAZIONI NUCLEARI PER CONSERVARE LE VERDURE. SoGeGross richiama rane intere pastorizzate a freddo. lancia l'allerta: "Irraggiamento non dichiarato in etichetta" l'allarme arriva sempre dall'irriducibile Giovanni D'Agata che col suo Sportello dei Diritti sta aprendo gli occhi agli italiani su quanto accade nei prodotti che mangiamo quotidianamente: allerta alimentare 04/01/2018 Il gruppo SoGeGross, operante nella grande distribuzione organizzata all'ingrosso ed al...

RADIAZIONI NUCLEARI PER CONSERVARE LE VERDURE. SoGeGross richiama rane intere pastorizzate a freddo. lancia l'allerta: "Irraggiamento non dichiarato in etichetta" l'allarme arriva sempre dall'irriducibile Giovanni D'Agata che col suo Sportello dei Diritti sta aprendo gli occhi agli italiani su quanto accade nei prodotti che mangiamo quotidianamente:

allerta alimentare

04/01/2018 Il gruppo SoGeGross, operante nella grande distribuzione organizzata all'ingrosso ed al dettaglio con le insegne Basko, Doro Supermercati ed Ekom, ha richiamato un lotto surgelato di rane intere, prodotto da Lumacheria Italiana Cherasco, per la presenza irraggiamento non dichiarato in etichetta. Il prodotto richiamato appartiene al lotto 290617, ed è stato venduto tramite la formula Cash&Carry in cassette da 40-60 con scadenza minima del 16/02/2019. Le rane intere sono state confezionate nello stabilimento di Corso Einaudi n 40 - 12062 Cherasco (CN). Il prodotto è commercializzato dalla ditta GLOBAL GEL SRL. Si raccomanda a chi ha acquistato le rane intere surgelate del lotto richiamato, di restituirle presso il punto vendita d’acquisto unitamente alla fattura. Che cos'è l'irraggiamento? Tra i vari trattamenti utilizzati per la conservazione e la sterilizzazzione degli alimenti esiste da molti anni l’irradiazione. Si tratta di radiazioni nucleari (cobalto-60), che, a detta della FDA e di altri organismi di controllo, sono un metodo sicuro per conservare le verdure e la frutta più a lungo (ad esempio, per evitare la germogliazione) e per sterilizzare contro l’E. Coli e altri batteri e parassiti patogeni. Il livello di radiazioni gamma utilizzato sugli alimenti va da 1 kiloGray (pari a 2.500.000 radiografie del torace, 166 volte la dose letale) a 30 kiloGray (75.000.000 radiografie del torace o 4980 volte la dose letale). Non stiamo parlando di dosaggi leggeri…Abnormi quantitativi di radiazioni sarebbero dunque sicure per trattare ciò che mangiamo?? Di seguito un elenco degli alimenti tra i più bombardati: Carne di maiale, molluschi (ad esempio ostriche, vongole, cozze, capesante), condimenti vegetali (essiccati), ortaggi e legumi (freschi), enzimi, frutta, spezie ed erbe aromatiche, pollame, carni di pollame (separate meccanicamente), carne rossa e carne rossa (congelata), guscio delle uova, germogli. L’irresponsabile promozione di questo processo, oltre alla distruzione di gran parte del contenuto vitaminico, che nelle verdure e nella frutta è reso già scarso dalla mancata maturazione per esposizione solare e dallo sfruttamento dei terreni agricoli, produce anche una serie di sottoprodotti tossici negli alimenti trattati: – formaldeide, – benzene, – acido formico e prodotti radiolitici come il 2-alklycyclobutanone, sostanze che hanno dimostrato di essere citotossiche (ovvero danneggiano le cellule), genotossiche (che danneggiano il DNA), e cancerogene (provocano il cancro) in provetta e sugli animali. Inoltre, le radiazioni gamma aumentano l’allergenicità delle proteine alimentari e questo effetto collaterale è stato riscontrato anche con radiazioni a basso dosaggio. Perchè nonostante tutto le autorità puntano a far conoscere solo gli effetti positivi di questi trattamenti, omettendo di considerare e di informare ma anche di indagare a fondo gli effetti collaterali per l’essere umano delle radiazioni? L’allerta, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è stata comunicata attraverso il sistema Rasff, che considera il rischio serio e oggi dal Ministero della Salute sul sito nella pagina dedicata alle allerte alimentari nella sezione "Avvisi di sicurezza".