Regione Umbria. Assessore Barberini: "rientrato in giunta, ma non rinuncio al rinnovamento"

Daniele Orlandi Politica
17 Gennaio 2017   (ASI) L'Assessore regionale alla sanità Luca Barberini, a margine di una visita alla struttura di riabilitazione "Villa Cecilia" di Passignano sul Trasimeno, in un'intervista ad Agenzia Stampa Italia, è tornato a parlare della vicenda delle sue dimissioni, poi rientrate, dalla giunta regionale dell'Umbria. "Sono rientrato in giunta, ha detto, perché il mio partito e la comunità regionale ci hanno detto con chiarezza ch...

Daniele Orlandi
Politica
17 Gennaio 2017
 

(ASI) L'Assessore regionale alla sanità Luca Barberini, a margine di una visita alla struttura di riabilitazione "Villa Cecilia" di Passignano sul Trasimeno, in un'intervista ad Agenzia Stampa Italia, è tornato a parlare della vicenda delle sue dimissioni, poi rientrate, dalla giunta regionale dell'Umbria.

"Sono rientrato in giunta, ha detto, perché il mio partito e la comunità regionale ci hanno detto con chiarezza che dovevamo superare lo stallo, ma io per carattere e storia personale non rinuncio all'esigenza di rinnovamento e cambiamento". Secondo Barberini, oggi nella politica, in sanità e in tutta l'attività istituzionale, la classe dirigente deve mettere in atto "atteggiamenti, risposte, strumenti e metodi diversi rispetto a quelli di vent'anni fa". Il mondo è cambiato, ha proseguito, e dalla società arriva forte una richiesta di maggior velocità nel rovesciare anzitutto i vecchi metodi di esercitare il potere. Questo vuol dire che, "quando si sta nelle istituzioni da dieci o quindici anni, occorre comprendere che i cittadini ci chiedono di non rimanere più incollati al posto, e di esercitare le nostre capacità e i nostri saperi cambiando ruolo". Questa richiesta è fatta in modo chiaro non solo a noi politici, ma anche, ha aggiunto, con chiaro riferimento alla nota vicenda della nomina di Walter Orlandi a direttore della Sanità, alle "apicalità tecniche". Rispettare queste istanze di cambiamento, per Barberini, risponde anche ad una esigenza "etica". L'assessore ha perciò detto di non potersi definire soddisfatto per la lentezza con cui la classe dirigente recepisce la voglia di novità della società: "dobbiamo migliorare, essere più tempestivi", ha aggiunto. "C'è quindi in me, ha concluso, da una parte ancora tanta voglia di provare a fare questi cambiamenti, ma anche, dall'altra, tanta amarezza perché siamo ancora inadatti a fronteggiare la difficoltà in cui si trova il nostro Paese, cui certamente non si può pensare di rispondere come si rispondeva vent'anni fa".

Daniele Orlandi - Agenzia Stampa Italia